Dramma Monaldi, parla la mamma: «Mio figlio è un guerriero, resta trapiantabile». Ma è giallo sul “cuore bruciato”

Contenitore tecnologico trasporto organi con monitor temperatura digitale

Aggiornamento del 16 Febbraio 2026 – Ore 18:30

Svolta nel caso del bimbo di 2 anni trapiantato con un cuore danneggiato: il vertice dei medici conferma la possibilità di un secondo intervento, mentre l’inchiesta shock rivela l’uso di ghiaccio secco a -80°C durante il trasporto dell’organo.

NAPOLI – Una giornata sospesa tra l’angoscia e la speranza quella vissuta oggi nei corridoi dell’ospedale Monaldi. Mentre la Procura di Napoli, guidata da Nicola Gratteri, accelera le indagini sul trapianto fallito lo scorso 23 dicembre, arrivano le parole della madre del piccolo, rimasta al fianco del figlio che lotta in terapia intensiva: «Oggi è ancora operabile, resta in lista trapianti. Mio figlio è un guerriero, non mollo».

Il verdetto del Monaldi: “Ancora trapiantabile”

Dopo ore di briefing tra i primari dell’équipe multidisciplinare, la notizia che la famiglia attendeva con il fiato sospeso è arrivata: nonostante le gravissime complicazioni che hanno colpito reni e polmoni, il bambino è considerato ancora idoneo a ricevere un nuovo organo. Tuttavia, la finestra temporale è strettissima: «Domani faranno una nuova valutazione», ha spiegato la mamma ai cronisti, visibilmente provata. La famiglia ha già annunciato che chiederà una third opinion a centri internazionali per non lasciare nulla di intentato.

L’inchiesta: il sospetto del ghiaccio secco a -80°C

Parallelamente alla battaglia per la vita, si combatte quella nelle aule di giustizia. I dettagli che emergono dall’inchiesta sui sei indagati sono agghiaccianti. Il cuore del donatore, arrivato da Bolzano, avrebbe viaggiato in un comune contenitore di plastica rigida invece che nei box tecnologici previsti dalle normative del 2025.

Ma il sospetto più grave riguarda il metodo di conservazione: sarebbe stato usato ghiaccio secco, capace di raggiungere i -80 gradi, invece del ghiaccio tradizionale. Questo avrebbe letteralmente “bruciato” i tessuti del cuore, rendendolo inutilizzabile già prima dell’arrivo a Napoli.

Il fronte legale e politico

Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha confermato l’invio degli ispettori sia a Bolzano che a Napoli: «Dobbiamo chiarezza alla famiglia e agli italiani». Intanto, i legali della famiglia hanno formalmente richiesto l’acquisizione immediata di tutta la documentazione clinica, lamentando ritardi nelle comunicazioni da parte dell’ospedale.

In questa tragedia, spicca il messaggio di Reginald Green (padre di Nicholas Green): «La storia di questo bimbo non faccia perdere fiducia nei trapianti, che restano un miracolo della medicina».

Punto CriticoSituazione RiscontrataConseguenze
Il ContenitoreUso di un comune box in plastica rigida non tecnologico.Mancata protezione dagli urti e isolamento termico insufficiente.
La TemperaturaSospetto uso di ghiaccio secco (-80°C) invece di ghiaccio clinico.Shock termico: il cuore del donatore è stato “congelato/bruciato”.
DocumentazioneRitardi nelle comunicazioni e documenti non ancora consegnati ai legali.Difficoltà per la famiglia nell’ottenere pareri internazionali.
Indagati6 sanitari iscritti nel registro (equipe di espianto e di impianto).Accusa di lesioni colpose gravissime sotto indagine.
Stato OrganiReni e polmoni del bimbo compromessi dalle complicanze post-intervento.Necessità urgente di un nuovo cuore per salvare il piccolo.

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Nicola Antignano

Autore indipendente Nicola Antignano cura Attualità & Reportage, progetto editoriale nato a Napoli dedicato a reportage sul campo, inchieste e attualità su Napoli e Campania.

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