Nicola Gratteri: chi è il procuratore di Napoli, storia, scorta, vita privata e carriera

Nicola Gratteri all'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo


Non è napoletano. È calabrese, nato a Gerace, nella Locride, nel 1958. Ma dal 2023 Nicola Gratteri è una delle figure più conosciute della giustizia a Napoli.

La sua storia professionale nasce in Calabria e attraversa più di tre decenni di lotta giudiziaria alla criminalità organizzata. Una carriera che lo ha portato da Locri a Reggio Calabria, poi alla Procura di Catanzaro e infine a Napoli.

Oggi Gratteri è Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, incarico che ricopre dal 2023. La stessa Procura di Napoli lo indica attualmente come Procuratore della Repubblica.

Ma chi è Nicola Gratteri? Perché vive sotto scorta? Quanti uomini lo proteggono? Chi è sua moglie? Ha figli? Quali sono le sue origini? E che cos’è il processo Rinascita-Scott?

In questa guida raccontiamo la sua storia, dalle origini nella Locride fino all’arrivo a Napoli.

Nicola Gratteri: chi è

Nicola Gratteri è un magistrato italiano nato a Gerace, in provincia di Reggio Calabria, il 22 luglio 1958.

È cresciuto nella Locride e proviene da una famiglia numerosa. Suo padre era camionista e sua madre casalinga. I genitori avevano un basso livello di istruzione, ma Gratteri ha raccontato più volte il loro orgoglio per il percorso compiuto dai figli.

Dopo gli studi e la laurea in Giurisprudenza, intraprende la carriera in magistratura.

La Calabria rimane il centro della sua prima e più importante esperienza professionale: qui si occupa soprattutto di criminalità organizzata, traffico internazionale di droga e ‘ndrangheta.

Nel corso della carriera lavora a Locri, Reggio Calabria e Catanzaro, prima del trasferimento a Napoli.

Le origini di Nicola Gratteri: la Calabria e la Locride

Per capire la figura di Gratteri bisogna partire dalla Locride.

È qui che nasce e cresce, in un territorio nel quale la presenza della ‘ndrangheta rappresenta una realtà con cui la magistratura deve confrontarsi quotidianamente.

Il suo percorso professionale si sviluppa proprio in questo contesto.

Negli anni Gratteri diventa uno dei magistrati italiani maggiormente associati alle indagini sulla ‘ndrangheta e ai suoi collegamenti con il traffico internazionale di stupefacenti.

La sua attività giudiziaria, però, ha avuto un prezzo molto alto anche sul piano personale.

Perché Nicola Gratteri vive sotto scorta?

Nicola Gratteri vive sotto scorta a causa delle minacce ricevute nel corso della sua attività giudiziaria contro la criminalità organizzata.

Il magistrato ha raccontato di essere sottoposto a protezione dal 1989.

In un’intervista ha ricordato quanto sia difficile vivere per decenni con una protezione costante: niente passeggiate da solo, niente libertà negli spostamenti e una vita quotidiana profondamente condizionata dalla sicurezza.

Nel 2023 Gratteri raccontava di avere alle proprie spalle quasi 35 anni sotto scorta. Nel 2026 questa esperienza è arrivata quindi a quasi quattro decenni.

La protezione non riguarda soltanto la sua persona. Gratteri ha raccontato che anche la sua famiglia ha vissuto sotto protezione e che nel corso degli anni sono emerse minacce rivolte ai suoi familiari.

Quanti uomini ha la scorta di Nicola Gratteri?

È una delle domande più cercate sul web.

La risposta deve però essere precisata perché il dispositivo di sicurezza non è necessariamente identico nel tempo.

In un’intervista del 2023 al Corriere della Sera, Gratteri parlava di otto-dieci persone fisse impegnate nella sua protezione, alle quali si aggiungevano gli uomini incaricati dei controlli, delle bonifiche e delle altre attività di sicurezza durante gli spostamenti.

Nello stesso anno, un servizio de Le Iene mostrava invece un dispositivo composto da cinque automobili e dieci uomini di scorta.

Per questo non è corretto presentare “10 uomini” come un numero fisso valido per ogni momento.

Per ragioni di sicurezza, inoltre, non è opportuno fornire dettagli su turnazioni, percorsi, spostamenti o modalità operative della protezione.

Chi è la moglie di Nicola Gratteri?

Nicola Gratteri è sposato dal 1990.

La moglie ha scelto di mantenere una vita molto riservata e non ha seguito il marito a Napoli.

In un’intervista del 2026 Gratteri ha spiegato che lei ha il proprio lavoro e la propria vita in Calabria e che non le ha mai chiesto di rinunciare alla propria esistenza per seguirlo.

Il magistrato ha anche riconosciuto pubblicamente il ruolo fondamentale della moglie nella crescita dei figli durante gli anni in cui la sua professione lo teneva lontano da casa.

È quindi possibile parlare della moglie e del loro matrimonio, ma senza trasformare la sua vita privata in una biografia di gossip.

Gratteri ha figli?

Sì. Nicola Gratteri ha due figli, entrambi medici.

Lo ha raccontato lui stesso in diverse interviste.

Nel 2023 spiegava che entrambi stavano completando la propria formazione specialistica: uno in dermatologia e l’altro in chirurgia plastica ricostruttiva.

Gratteri ha anche raccontato il dolore per essere stato un padre poco presente durante l’infanzia e l’adolescenza dei figli a causa del proprio lavoro.

La moglie, come ha riconosciuto lo stesso magistrato, ha avuto un ruolo fondamentale nella loro crescita.

Nel 2026 ha inoltre raccontato che i figli hanno costruito la propria vita attraverso lo studio e il lavoro e che oggi riesce a vederli meno di quanto vorrebbe.

Da Catanzaro a Napoli

Nel 2016 Nicola Gratteri viene nominato Procuratore della Repubblica di Catanzaro.

È una fase fondamentale della sua carriera.

Da quella Procura vengono coordinate importanti indagini sulla ‘ndrangheta, tra cui quella che porterà all’operazione Rinascita-Scott.

Nel 2023 arriva il passaggio a Napoli.

Il Consiglio superiore della magistratura lo sceglie come nuovo Procuratore della Repubblica del capoluogo campano e nell’ottobre dello stesso anno Gratteri si insedia ufficialmente.

Da allora la sua attività professionale è legata direttamente a Napoli.

Che cos’è il processo Rinascita-Scott?

Rinascita-Scott è uno dei più importanti procedimenti giudiziari contro la ‘ndrangheta calabrese degli ultimi anni.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Catanzaro durante il periodo in cui Gratteri era procuratore, ha riguardato soprattutto le cosche del Vibonese e i loro presunti rapporti con esponenti del mondo economico, politico e professionale.

L’operazione scattò nel dicembre 2019, con centinaia di arresti.

Il processo principale si è svolto nell’aula bunker di Lamezia Terme.

Una precisazione è importante: la cifra di 479 imputati che talvolta viene associata a Rinascita-Scott riguarda la dimensione complessiva dell’inchiesta e dei diversi procedimenti. Nel troncone ordinario arrivato alla sentenza di primo grado nel novembre 2023 gli imputati erano 322.

Il Tribunale di Vibo Valentia pronunciò condanne complessive per circa 2.200 anni di carcere.

Si trattava, naturalmente, di una sentenza di primo grado e quindi non equivaleva alla conclusione definitiva di tutti i procedimenti.

Perché Rinascita-Scott è importante nella carriera di Gratteri?

L’inchiesta rappresenta uno dei momenti centrali della carriera di Gratteri alla Procura di Catanzaro.

Il lavoro investigativo non riguardava soltanto le strutture delle cosche, ma anche i presunti rapporti con soggetti appartenenti a settori esterni alla criminalità organizzata.

È proprio questo uno degli aspetti attraverso i quali Gratteri ha raccontato nel corso degli anni l’evoluzione della ‘ndrangheta: una realtà criminale capace di muovere denaro, droga e interessi oltre i confini territoriali.

Nicola Gratteri oggi: dove lavora?

Nel 2026 Nicola Gratteri lavora a Napoli, dove ricopre l’incarico di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli.

La Procura di Napoli conferma attualmente il suo nome alla guida dell’ufficio.

Il suo lavoro riguarda una delle realtà giudiziarie più complesse d’Italia, caratterizzata dalla presenza di fenomeni criminali differenti, dalla camorra ai traffici internazionali di droga, dalle estorsioni al riciclaggio e ai reati economici.

Il suo arrivo a Napoli rappresenta quindi una nuova fase di una carriera iniziata molti anni prima in Calabria.

L’uomo oltre il magistrato

La figura pubblica di Gratteri non è legata soltanto alle indagini.

Da decenni partecipa a incontri nelle scuole, università e manifestazioni pubbliche, parlando di criminalità organizzata, droga, giovani, legalità e giustizia.

Ha inoltre scritto numerosi libri insieme ad Antonio Nicaso, storico e studioso delle organizzazioni criminali.

Il libro più recente rappresenta però un cambio di registro rispetto ai tradizionali saggi sulla mafia.

Qual è l’ultimo libro scritto da Nicola Gratteri?

Nel 2026 Nicola Gratteri ha pubblicato insieme ad Antonio Nicaso Come radici. Una storia sulle seconde possibilità, edito da Mondadori.

È un romanzo rivolto ai ragazzi dai 10 ai 14 anni.

La storia racconta l’incontro tra Carlo Marino, un pubblico ministero in pensione che si trasferisce nella campagna calabrese, e Cesare, un ragazzo con un passato difficile al quale viene offerta una seconda possibilità attraverso una misura alternativa al carcere.

Il libro affronta quindi temi come crescita, responsabilità, lavoro, giustizia e possibilità di cambiare strada.

È l’ultimo titolo indicato dalla casa editrice tra le opere di Gratteri e Nicaso nel 2026.

Nicola Gratteri e Napoli: dalla Calabria al capoluogo campano

La storia di Nicola Gratteri parte dalla Locride e arriva oggi a Napoli.

Non è napoletano. È calabrese.

È nato a Gerace, ha costruito gran parte della sua carriera in Calabria e per decenni ha lavorato contro la ‘ndrangheta.

Dal 2023, però, Napoli è diventata il centro della sua attività professionale.

È qui che oggi esercita il ruolo di Procuratore della Repubblica.

Ed è proprio questo passaggio — dalla Calabria alla Procura di Napoli — a rendere la sua storia particolarmente interessante per chi vuole conoscere non soltanto il magistrato, ma anche l’uomo e il percorso che lo ha portato a guidare la Procura del capoluogo campano.

Fonti principali

Mondadori – Come radici: una storia sulle seconde possibilità
Procura della Repubblica di Napoli – Il Procuratore
Corriere della Sera – Nicola Gratteri: “L’ultima volta al mare 30 anni fa”
Le Iene – Nicola Gratteri sotto scorta
Corriere della Sera – Sentenza Rinascita-Scott


FAQ – Nicola Gratteri

Perché Nicola Gratteri vive sotto scorta?

Nicola Gratteri vive sotto scorta a causa delle minacce legate alla sua lunga attività giudiziaria contro la criminalità organizzata. È sottoposto a protezione dal 1989.

Quanti uomini ha la scorta di Nicola Gratteri?

Nel 2023 Gratteri ha parlato di otto-dieci persone fisse, mentre un servizio de Le Iene dello stesso anno mostrava un dispositivo con 10 uomini e 5 automobili. Il numero può variare in base alle esigenze di sicurezza.

Chi è la moglie di Nicola Gratteri?

Nicola Gratteri è sposato dal 1990. La moglie vive e lavora in Calabria e non lo ha seguito a Napoli. Il magistrato ha raccontato pubblicamente il ruolo importante che ha avuto nella crescita dei loro figli.

Gratteri ha figli?

Sì. Ha due figli, entrambi medici. Uno si è specializzato in dermatologia e l’altro in chirurgia plastica ricostruttiva.

Quali sono le origini di Nicola Gratteri?

Nicola Gratteri è nato il 22 luglio 1958 a Gerace, nella Locride, in provincia di Reggio Calabria. È quindi calabrese e non napoletano.

Dove lavora oggi Nicola Gratteri?

Nel 2026 è Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli.

Che cos’è il processo Rinascita-Scott?

È un grande procedimento giudiziario nato da un’inchiesta sulla ‘ndrangheta del Vibonese e sui suoi presunti rapporti con esponenti della politica, dell’imprenditoria e di altri ambienti. Il troncone ordinario arrivato alla sentenza di primo grado nel 2023 comprendeva 322 imputati.

Qual è l’ultimo libro scritto da Gratteri?

Nel 2026 l’ultimo libro pubblicato da Nicola Gratteri insieme ad Antonio Nicaso è Come radici. Una storia sulle seconde possibilità, pubblicato da Mondadori.

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Personaggi, storie e protagonisti della città

Nicola Antignano

Autore indipendente Nicola Antignano cura Attualità & Reportage, progetto editoriale nato a Napoli dedicato a reportage sul campo, inchieste e attualità su Napoli e Campania.

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