Pino Daniele: L’Uomo in Blues che ha dato Voce all’Anima di Napoli

Pino Daniele durante il concerto Earth Day 2010 al Circo Massimo di Roma

Foto: Pino Daniele, Earth Day 2010 – Concerto al Circo Massimo, Roma, Roberto Scorta – Wikimedia CommonsCC BY 2.0



C’è un sottile filo invisibile che unisce il fumo di una tazzulella ’e cafè, il blu del Golfo e il pianto di una chitarra elettrica. Quel filo ha un nome e un cognome: Pino Daniele. Nato il 19 marzo 1955, Pino non è stato solo un musicista, ma il traduttore simultaneo dei sentimenti di una città intera, capace di mescolare la tarantella con il funky in quel mix perfetto che lui stesso chiamava “Tarumbò”.

Oggi la Fondazione Pino Daniele, organizzazione no-profit, porta avanti la sua missione: preservare non solo gli spartiti, ma quel sistema di valori umani e artistici che Pino ci ha lasciato, affinché le nuove generazioni possano continuare a “studiare” la bellezza.

Nero a Metà: tra Blues e “Napulità”

Pino Daniele è stato il pioniere del Neapolitan Power. Ha preso il dialetto, lo ha spogliato della macchietta folkloristica e lo ha vestito con i panni nobili del jazz e del rock, non è stato solo un musicista, ma la voce più rivoluzionaria tra i cantautori napoletani, capace di trasformare i vicoli in blues . Dai suoi esordi con i Batracomiomachia e i Napoli Centrale di James Senese, fino alla consacrazione mondiale, Pino ha dimostrato che si può essere visceralmente napoletani pur parlando un linguaggio universale.

Le sue collaborazioni restano leggendarie: da Eric Clapton a Pat Metheny, da Chick Corea a Gato Barbieri. Eppure, nonostante i palchi internazionali, il suo cuore tornava sempre a “quella sporcizia” (come cantava in Napule è) che è poi la polvere magica di Partenope.

Il Cinema e l’Amicizia Eterna: Pino e Massimo

Non si può parlare di Pino Daniele senza menzionare l’anima gemella artistica: Massimo Troisi. Un legame che andava oltre il lavoro, fatto di silenzi capiti al volo e risate amare. Pino firmò le colonne sonore dei capolavori di Massimo, creando un binomio inscindibile tra immagine e suono.

  • Ricomincio da tre (1981): La malinconia di chi parte e la forza di chi resta.
  • Le vie del Signore sono finite (1987).
  • Pensavo fosse amore… invece era un calesse (1991): Qui nasce uno dei capolavori assoluti, Quando, scritta appositamente per l’amico.

La Playlist dell’Anima: Le Canzoni più Belle

Per ricordare Pino, bisogna chiudere gli occhi e lasciarsi guidare dalle sue dita sulla tastiera. Ecco una selezione dei brani che hanno cambiato la storia della musica italiana:

Pino Daniele e la sua Napoli

Per Pino Daniele, Napoli non era solo una città di nascita, ma una condizione dell’anima, un sentimento dolce e amaro che portava addosso come la sua chitarra. Il suo amore per Partenope era privo di retorica e cartoline ingiallite; amava la Napoli “carta sporca”, quella dei vicoli dove il sole fatica a entrare ma dove la dignità resta intatta. Era un amore fatto di contrasti: la rabbia per le ingiustizie sociali e il viscerale bisogno di appartenerle, come dimostra l’eterno legame con Massimo Troisi, con cui condivideva quella malinconia ironica tipica di chi conosce troppo bene la propria terra.

Pino ha cantato una Napoli metropolitana e internazionale, portandola fuori dai confini del folklore per regalarle una modernità blues. Non ha mai smesso di difenderla, urlando che “Napule è un sole amaro”, ma restando per sempre quel “Mascalzone Latino” capace di trasformare il rumore dei quartieri nella melodia più sofisticata del mondo.

Un’Eredità che non Svanisce

Pino ci ha lasciati il 4 gennaio 2015, ma come dicono a Napoli, “chi è amato non muore mai”. Lo ritroviamo nei murales di via dei Tribunali, nelle statuette di San Gregorio Armeno e, soprattutto, in ogni giovane musicista che oggi imbraccia una chitarra provando a trovare quell’accordo “nero a metà” che solo lui sapeva pizzicare.

Ciao Pino, continua a suonare per noi, ovunque tu sia, magari insieme a Massimo, tra una nuvola e un accordo di settima eccedente.

banner facebook2

Iscriviti alla mia pagina facebook per restare sempre aggiornato

Nicola Antignano

Autore indipendente Nicola Antignano cura Attualità & Reportage, progetto editoriale nato a Napoli dedicato a reportage sul campo, inchieste e attualità su Napoli e Campania.

Lascia un commento