Tra i grandi personaggi storici di Napoli c’è chi ha scritto poesie che ancora oggi vengono studiate in tutto il mondo. Chi ha fondato la più antica università statale d’Europa. Chi ha guidato una rivolta armato soltanto del consenso del popolo. Chi ha sfidato re, inquisitori e censori pagando con la propria vita.
Napoli non è diventata una città straordinaria per caso.
Da oltre duemila anni è un luogo dove idee, rivoluzioni e grandi personalità hanno lasciato un segno profondo. Alcuni sono nati qui, altri hanno scelto Napoli come casa, ma tutti hanno contribuito a renderla una delle città più affascinanti della storia.
Passeggiando tra i vicoli del centro storico, davanti a un castello affacciato sul mare o in una piazza che sembra immobile nel tempo, è facile dimenticare che proprio lì si sono svolti eventi destinati a cambiare il corso della storia.
Dietro ogni monumento c’è un volto. Dietro ogni strada c’è una storia.
E molte di queste storie sono sorprendenti.
Dalla leggenda del poeta Virgilio trasformato in mago alla penna coraggiosa di Matilde Serao, passando per il sovrano Federico II, il filosofo Giordano Bruno, il rivoluzionario Masaniello, Eleonora Pimentel Fonseca e il re Gioacchino Murat, scopriamo sette protagonisti che hanno reso Napoli immortale.
Perché conoscere Napoli significa conoscere anche le donne e gli uomini che l’hanno cambiata per sempre.
1. Virgilio: il poeta che i napoletani trasformarono in mago

Quando Publio Virgilio Marone morì nel 19 a.C. a Brindisi, secondo la tradizione espresse il desiderio di essere sepolto a Napoli, la città che più aveva amato. Ancora oggi la sua tomba si trova nel Parco Vergiliano a Piedigrotta, accanto all’antica Crypta Neapolitana.
Con il passare dei secoli, però, i napoletani smisero di vedere Virgilio soltanto come il grande autore dell’Eneide. Nel Medioevo nacque una leggenda destinata a durare per secoli: il poeta sarebbe stato un potente mago capace di proteggere la città con i suoi incantesimi.
La tradizione racconta che avesse nascosto un uovo magico nelle fondamenta di Castel dell’Ovo. Finché quell’uovo fosse rimasto intatto, Napoli sarebbe stata al sicuro. Da questa leggenda deriverebbe il nome del castello.
Ancora oggi molti studenti fanno visita alla sua tomba o depongono una corona d’alloro prima degli esami universitari, come gesto di buon auspicio.
2. Federico II di Svevia: lo “Stupor Mundi” che rivoluzionò gli studi

Nel 1224 Federico II fondò lo Studium di Napoli, oggi Università Federico II.
Fu la prima università fondata direttamente da uno Stato con finalità pubbliche, pensata per formare funzionari, giuristi e amministratori del Regno senza costringerli a studiare altrove.
Federico II era un sovrano fuori dal comune. Parlava diverse lingue, scriveva poesie, amava la filosofia, studiava la natura e dedicò persino un celebre trattato all’arte della falconeria.
La sua personalità gli valse il soprannome di “Stupor Mundi”, la meraviglia del mondo.
Dante, nella Divina Commedia, lo collocò tra gli eretici nel X canto dell’Inferno, riflettendo le profonde tensioni religiose e politiche del suo tempo.
Ancora oggi il suo ricordo è presente nel busto all’ingresso dell’Università Federico II e nei luoghi simbolo della Napoli medievale.
3. Masaniello: il pescivendolo che fece tremare un impero

Il 7 luglio 1647 Tommaso Aniello d’Amalfi, conosciuto da tutti come Masaniello, aveva appena 27 anni.
Era un semplice pescivendolo di Piazza Mercato quando guidò la rivolta popolare contro le pesanti tasse imposte dal governo spagnolo.
In poche ore migliaia di lazzari lo seguirono e Napoli divenne il centro della più grande insurrezione dell’epoca.
Per dieci giorni Masaniello fu il leader indiscusso della rivolta e riuscì perfino a influenzare le decisioni del viceré.
La sua fine resta ancora oggi avvolta nel mistero. Secondo alcune cronache sarebbe stato avvelenato o manipolato; altre attribuiscono il suo comportamento agli enormi stress e alle tensioni di quei giorni. Il 16 luglio 1647 venne assassinato in Piazza Mercato.
Da allora è rimasto il simbolo della ribellione popolare napoletana.
Se vuoi approfondire l’argomento leggi: Masaniello: Il Pescivendolo che Sfidò un Impero
4. Eleonora Pimentel Fonseca: la donna che pagò con la vita la libertà di stampa

Poetessa, intellettuale e giornalista, Eleonora Pimentel Fonseca fu una delle protagoniste della Repubblica Napoletana del 1799.
Diresse il Monitore Napoletano, giornale ufficiale della Repubblica, utilizzando la stampa come strumento di informazione e partecipazione politica.
Quando i Borbone riconquistarono la città con l’appoggio delle forze sanfediste, Eleonora fu arrestata e condannata a morte.
Il 20 agosto 1799 venne impiccata in Piazza Mercato.
Non rinnegò mai le proprie idee.
Oggi è ricordata come una delle figure simbolo del giornalismo politico italiano e della lotta per la libertà di pensiero.
5. Gioacchino Murat: il re che sognava una Napoli moderna

Quando Gioacchino Murat, cognato di Napoleone Bonaparte, salì al trono di Napoli nel 1808, trovò una città enorme ma ancora poco moderna.
Durante il suo regno promosse un vasto programma di rinnovamento urbano.
Fece aprire nuove strade, migliorò l’illuminazione pubblica, avviò importanti opere architettoniche e sostenne riforme amministrative e scolastiche.
Molti dei progetti urbanistici che caratterizzano ancora oggi Napoli nacquero proprio durante il suo governo.
Nel 1815 tentò senza successo di riconquistare il Regno e fu catturato a Pizzo Calabro, dove venne fucilato.
Il suo sogno di trasformare Napoli in una capitale moderna lasciò comunque un’impronta destinata a durare nel tempo.
6. Giordano Bruno: il filosofo che immaginò un universo infinito

Giordano Bruno nacque a Nola nel 1548 e studiò nel convento di San Domenico Maggiore, nel cuore di Napoli.
Fu uno dei pensatori più rivoluzionari del Rinascimento.
Sosteneva che l’universo fosse infinito e popolato da infiniti mondi, idee che si scontravano con la visione tradizionale dell’epoca.
Dopo anni di processi inquisitoriali, il 17 febbraio 1600 fu condannato al rogo in Campo de’ Fiori, a Roma.
Non ritrattò mai le proprie convinzioni.
La sua figura continua ancora oggi a rappresentare la libertà della ricerca filosofica e scientifica, mentre la sua condanna resta uno degli episodi più discussi della storia europea.
7. Matilde Serao: la donna che raccontò la vera anima di Napoli

Nata in Grecia ma cresciuta a Napoli, Matilde Serao fu una delle più grandi giornaliste italiane.
Nel 1892 contribuì, insieme al marito Edoardo Scarfoglio, alla fondazione de Il Mattino, destinato a diventare il quotidiano più importante del Mezzogiorno.
Fu tra le prime donne italiane a dirigere un grande giornale.
La sua opera più celebre resta però Il ventre di Napoli, pubblicata dopo l’epidemia di colera del 1884.
Entrò nei bassi, raccontò la povertà, denunciò le condizioni di vita dei quartieri popolari e mostrò una città che molti preferivano ignorare.
Grazie ai suoi reportage possiamo comprendere ancora oggi la Napoli di fine Ottocento.
Sulle tracce dei personaggi storici di Napoli: un itinerario in una giornata
Se vuoi scoprire questi protagonisti della storia napoletana dal vivo, puoi seguire un itinerario che attraversa alcuni dei luoghi più affascinanti della città.
Mattina
- Parco Vergiliano a Piedigrotta (Tomba di Virgilio)
- Università Federico II
Pranzo
- Piazza Mercato, dove si svolsero la rivolta di Masaniello e l’esecuzione di Eleonora Pimentel Fonseca.
Pomeriggio
- Complesso di San Domenico Maggiore, dove studiò Giordano Bruno.
- Palazzo Reale e l’area dell’antico Foro Murat.
- Via Chiatamone, storica sede de Il Mattino, legata alla figura di Matilde Serao.
Napoli vive attraverso le sue persone
Le città cambiano, i palazzi vengono restaurati, le piazze assumono nuovi volti. Ma sono le persone a renderle davvero immortali.
A Napoli ogni vicolo conserva il ricordo di qualcuno che ha lasciato un segno: un poeta trasformato dalla leggenda in mago, un imperatore che rivoluzionò gli studi, un pescivendolo capace di guidare una rivolta, una giornalista che difese le proprie idee fino alla morte, un filosofo che immaginò un universo senza confini.
Visitare Napoli significa anche cercare queste tracce. Basta fermarsi davanti a una tomba, attraversare una piazza o entrare in un antico chiostro per accorgersi che la storia, qui, non appartiene soltanto al passato.
Continua a vivere ogni giorno, tra le pietre della città e nella memoria dei napoletani.
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