Sanremo 2026, la notte delle Cover: il trionfo swing di Ditonellapiaga e Tony Pitony

Illustrazione artistica del Vesuvio che erutta note musicali dorate con una chitarra al neon in primo piano e palchi per concerti, simbolo della musica a Napoli.

Dall’eleganza degli anni Trenta al rock di Grignani: la Top 10 di una serata che ha mescolato generazioni e generi sul palco dell’Ariston.

SANREMO – La quarta serata del Festival di Sanremo 2026 va in archivio consegnando alla storia una delle gare di cover più eclettiche degli ultimi anni. Non è stata solo una sfida canora, ma un vero e proprio scontro di stili, dove la capacità di reinterpretare il passato ha premiato l’originalità e l’intesa scenica.

Il Podio: Classe, Jazz e Grandi Classici

A dominare la classifica sono Ditonellapiaga e Tony Pitony. La loro versione di The lady is a tramp ha incantato la platea: un look impeccabile e una performance travolgente che ha riportato lo swing degli anni Trenta sotto le luci della Riviera, dimostrando che la simpatia, se unita al talento, è una combinazione imbattibile.

Segue a ruota il trio composto da Sayf, Alex Britti e Mario Biondi. Con Hit the road, Jack, i tre hanno trasformato l’Ariston in un club jazz internazionale, guadagnandosi un secondo posto meritatissimo grazie a un interplay tecnico di altissimo livello. La medaglia di bronzo va invece all’intensità di Arisa, che insieme al Coro del Teatro Regio di Parma, ha regalato una versione solenne di Quello che le donne non dicono, sotto lo sguardo orgoglioso di una Fiorella Mannoia presente nel backstage.

Il “Fattore Napoli”: L’onda emotiva di Sal Da Vinci

Se c’è un momento della serata in cui l’Ariston ha vibrato di un’energia diversa, è stato l’ingresso di Sal Da Vinci. Accolto da quello che i cronisti hanno già ribattezzato “il boato del festival”, l’artista partenopeo ha confermato di essere molto più di un semplice concorrente: è un’istituzione emotiva. In coppia con un impeccabile Michele Zarrillo, ha reinterpretato Cinque giorni trasformandola in un inno struggente che ha unito la melodia classica italiana alla potenza della scuola napoletana contemporanea. Il sesto posto in classifica gli va quasi stretto, ma la standing ovation della sala stampa e del pubblico sovrano racconta un’altra verità: Sal Da Vinci non sta solo gareggiando, sta conducendo un racconto popolare che valica i confini della kermesse, portando a Sanremo 2026 quel “cuore” verace che solo i grandi interpreti sanno gestire senza scivolare nella retorica.

La Classifica Top 10: I momenti indimenticabili

La serata ha vissuto di picchi emotivi altissimi, come l’ingresso a sorpresa di Gianni Morandi per accompagnare il figlio Tredici Pietro (5° posto), un momento di rara tenerezza familiare che ha commosso il pubblico. Nota di merito anche per la “generazione Napoli”: Sal Da Vinci (6°) si conferma un gigante del palco, mentre i giovani LDA & Aka7even (7°) hanno mostrato grande rispetto per la storia duettando con il maestro Tullio De Piscopo.

La Top 10 completa:

  1. Ditonellapiaga e Tony PitonyThe lady is a tramp
  2. Sayf con Alex Britti e Mario BiondiHit the road, Jack
  3. Arisa e il Coro del Teatro Regio di ParmaQuello che le donne non dicono
  4. Bambole di pezza con Cristina D’AvenaOcchi di gatto
  5. Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & BandVita (con Gianni Morandi)
  6. Sal Da Vinci con Michele ZarrilloCinque giorni
  7. LDA & Aka7even con Tullio De PiscopoAndamento lento
  8. Nayt con Joan ThieleLa canzone dell’amore perduto
  9. Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio BossoSu di noi
  10. Luchè con Gianluca GrignaniFalco a metà

Esclusioni Eccellenti: La “giungla” fuori dalla Top 10

Nonostante performance di rilievo, la classifica ha dovuto fare scelte dolorose. Restano fuori dai primi dieci nomi del calibro di Tommaso Paradiso, Ermal Meta e l’energia latina di Elettra Lamborghini. Sorprende l’esclusione di Michele Bravi nonostante la spalla di lusso (Mannoia) e del duetto rock-autorale tra Chiello e il maestro Cigarini.

L’atmosfera in sala stampa è elettrica. Se la vittoria di Ditonellapiaga sembra mettere d’accordo critica e pubblico, le posizioni di rincalzo accendono il dibattito: la capacità di Grignani di sintonizzarsi con Luchè ha convinto i puristi, mentre la “nostalgia canaglia” di Pupo e Dargen ha fatto ballare anche i più scettici.

Verso la Finale

Conclusa questa parentesi dedicata alla memoria della musica italiana e internazionale, la tensione torna a salire. Poche ore ci separano dalla finalissima di stasera, dove la gara “regolare” riprenderà il sopravvento per decretare il vincitore assoluto di Sanremo 2026.

👁️ L’OCCHIO DEL REPORTER – LA TUA OPINIONE

Da che parte state:

SAL DA VINCI MERITA IL PODIO FINALE?” La sua “Per sempre sì” vi ha fatto emozionare come ha emozionato noi?

👇 SEGUICI SU ATTUALITÀ REPORTAGE La musica è identità, il Festival è la nostra storia

Nicola Antignano

Autore indipendente Nicola Antignano cura Attualità & Reportage, progetto editoriale nato a Napoli dedicato a reportage sul campo, inchieste e attualità su Napoli e Campania.

Lascia un commento